Un altro 25 novembre. Un altro anno dall’ultima volta che il coro “stop alla violenza sulle donne” si è alzato all’unisono. E poi? Cosa è successo da allora? Sono successi altri 91 femminicidi, altri stupri, altre vittime di stalking, di minacce, di revenge porn. Il Covid ha chiuso in casa coi propri aguzzini donne che di certo non si sono affacciate a nessun balcone a cantare, che non hanno colorato nessun arcobaleno da appendere alla porta con fiducia e speranza.

Dall’anno scorso ad oggi, le donne hanno continuato a faticare più degli uomini per entrare (e restare) nel mondo del lavoro, hanno sofferto di più degli uomini la crisi da pandemia che le ha colpite economicamente e lavorativamente di più.

È rimasta impermeabile al tempo tutta quella violenza fatta di parole, umiliazioni, denigrazioni, colpevolizzazioni che imperversa talmente tanto la nostra vita da farla apparire ai più come normale e induce  chi la vive con problematicità a domandarsi se c’è qualcosa di stonato nel mondo o in sé stess*.

Una violenza talmente infiltrata che è sempre più difficile da riconoscere. Così ci si abitua, ad esempio, a un giornalismo e opinione pubblica scabrosi che innalzano i carnefici e responsabilizzano, se non colpevolizzano addirittura, le vittime.

Questo sessismo pervasivo sostiene e alimenta pregiudizi che diventano pensieri e atteggiamenti che vanno combattuti in una battaglia comune, donne e uomini insieme. Si, perché anche le donne spesso sono divulgatrici della stessa cultura sessista (il recente caso di cronaca sulla maestra di Torino ne è un chiaro esempio).

Considerando che il linguaggio è il primo filtro di conoscenza del mondo, partiamo da qui. Qualche spunto?

  • Avvocata e non avvocato, sindaca e non sindaco aiutano a creare un immaginario di possibilità e presenza non scontato;
  • “Se l’è cercata”, “certo che se si veste così”, “è stata ingenua”, devono diventare non parole. Chi subisce violenza è vittima punto. Non vi sono attenuanti. Nessun reato sposta il focus da chi agisce a chi subisce, come i reati a sfondo sessuale sulle donne. BASTA.

Sono piccole e grandi rivoluzioni che possiamo fare tutti e tutte. Da adesso.

 

 

 

 

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