Tutti i nostri progetti e interventi nelle scuole, di ogni ordine e grado, prevedono sempre attività di tipo laboratoriale, in cui studenti e studentesse sono una presenza attiva e collaborante nella costruzione del percorso. Crediamo, infatti, che la partecipazione propositiva ed esperienziale sia fondamentale per assimilare e comprendere i contenuti trattati, e che ciò permetta di potenziare, indipendentemente dalla tematica dell’intervento, le modalità di comunicazione e relazione tra tutti coloro che si trovano ad abitare quello specifico gruppo classe.

Nei laboratori proponiamo spesso esercizi e attività legati al mondo teatrale. Alcune delle nostre collaboratrici, infatti, si sono formate in tal senso, in particolare nell’ambito del Teatro di Figura e del Teatro Sociale.

È con piacere che vi proponiamo una riflessione rispetto all’efficacia dell’impiego di tecniche pertinenti al Teatro Sociale, facendo riferimento ad un articolo di cui una nostra collaboratrice è tra le autrici e che è stato pubblicato recentemente nell’International Journal of Bullying Prevention (2019).

“È difficile trovare una definizione precisa di cosa sia il Teatro Sociale, tale termine infatti fa riferimento ad un insieme di tecniche e attività afferenti al mondo del teatro, della danza e delle discipline performative in generale, che vengono utilizzate in contesti extra-teatrali (scuole, carceri, ospedali…)  al fine di promuovere il benessere del singolo e della comunità. Una delle specificità più importanti di tale metodo è l’attenzione a far emergere e valorizzare la piena partecipazione di ogni individuo nella creazione drammaturgica, indipendentemente dal gruppo e dal contesto in cui sono proposte le attività. Il Teatro Sociale si configura quindi come azione di empowerment a livello individuale e collettivo.

Nello specifico, il laboratorio di Teatro Sociale a scuola è uno spazio protetto, in cui bambine e bambini, ragazzi e ragazze possono sperimentarsi con molteplici tecniche, materiali, musiche e movimenti, esplorando nuovi lati di sé e le proprie competenze espressive. Ulteriore punto di forza del laboratorio a scuola è la possibilità di misurarsi con i pari ed esercitare le proprie abilità comunicative e relazionali attraverso attività che mirino ad esplorare la relazione sotto nuovi punti di vista.

È importante scegliere con cura un buon titolo da dare al laboratorio. Esso ha il compito, infatti, di suggerire un’idea di ciò che si affronterà nel percorso, offrendo uno scorcio sulla visione del conduttore. Come attrice amatoriale e, in seguito, come operatrice di Teatro Sociale e psicologa, sono sempre stata molto affascinata dalla potenza della connessione tra il corpo e l’espressione verbale e da come l’una sia in grado di amplificare e influenzare l’altra. Ad esempio, nel laboratorio dal titolo “Corpo e Voce: la poesia in azione”, ho voluto esplorare con bambini e bambine come fosse possibile trasporre la poesia in azioni e viceversa e come l’esplorazione corporea possa contribuire alla comprensione e all’amplificazione del significato della poesia stessa.

Oltre al titolo, occorre naturalmente pensare alla scansione di ogni singolo incontro. Ad esempio, nel laboratorio sopra citato la sequenza generalmente prevedeva: momento di ritualità iniziale, attività di risveglio e riscaldamento corporeo, lettura di una poesia in cerchio, trasformazione delle parole in movimenti (danze, camminate nello spazio, quadri viventi…), riflessione e condivisione dei vissuti in cerchio, rito finale per segnare la conclusione dell’incontro. Col progredire degli incontri, bambini e bambine venivano poi guidati nella scrittura di poesie singole e collettive; per poi utilizzare con loro i movimenti e i testi raccolti per creazione di una performance finale.

Tutte le attività proposte sono pensate anche in funzione del potenziamento di abilità comunicative e relazionali, utilizzando uno stile di conduzione che metta al primo posto la valorizzazione della collaborazione e dell’ascolto tra pari e la verbalizzazione e condivisione di emozioni e riflessioni personali.

Nell’articolo “Theatrical Activities in Primary School: Effects on Children’s Emotion Regulation and Bullying” (Attività teatrali nella scuola primaria: effetti sulla regolazione emotiva e sul bullismo, Maierna, M.S., Camodeca, M.; Int Journal of Bullying Prevention. 2019) viene proprio preso in esame l’utilizzo di questo metodo all’interno del laboratorio “Corpo e Voce: la Poesia in azione” sopra citato, rivolto alle classi terze di una scuola primaria. Lo studio è uno dei primi esempi in Italia di ricerca sul Teatro Sociale nel contesto scolastico, attraverso l’utilizzo di strumenti quantitativi (test, questionari) e un disegno di ricerca quasi-sperimentale.

La ricerca ha previsto la somministrazione di questionari a un gruppo di 49 bambini e bambine di terza elementare, prima e dopo la frequentazione di un laboratorio di Teatro Sociale della durata di 15 incontri settimanali di 2 ore ciascuno. I punteggi sono stati confrontati con un gruppo di controllo di simile numerosità che non ha partecipato alle attività.

I risultati della ricerca hanno evidenziato come le attività abbiano contribuito a stabilizzare le capacità di regolazione emotiva nei bambini e nelle bambine che hanno partecipato al laboratorio, mentre tale capacità è peggiorata nelle classi che non hanno aderito. Il laboratorio ha, inoltre, contribuito a ridurre il comportamento da esterno negli episodi di bullismo, cioè di coloro che assistono alle aggressioni senza intervenire. Quest’ultimo risultato è molto interessante, se si considera che ricerche recenti hanno sottolineato l’importanza di agire sui cosiddetti esterni nel prevenire fenomeni di bullismo.

Questo studio è una prima esplorazione dei benefici che le attività teatrali possono apportare rispetto al benessere emotivo e relazionale di bambini e bambine.”

Serena Maierna (Psicologa e Operatrice di Teatro Sociale)

Forte anche di queste conoscenze e sempre informata sui contributi della ricerca per programmare efficacemente le proprie attività, Ala Milano Onlus continuerà a impegnarsi nell’inserire nei propri interventi esercizi e attività che utilizzino lo strumento del teatro!

Per maggiori informazioni sul Teatro Sociale vi lasciamo, oltre alle indicazioni bibliografiche relative all’articolo integrale, un elenco di materiale consigliato per approfondire questo metodo. Vi suggeriamo però, se il mondo del Teatro Sociale vi interessa, di provare a scoprire se nella vostra zona è presente qualche laboratorio cui partecipare voi stessi!

Articolo:

Maierna, M.S., Camodeca, M. (2019, online first). Theatrical Activities in Primary School: Effects on Children’s Emotion Regulation and Bullying. International Journal of Bullying Prevention.

Materiale consigliato per approfondimento:

Bernardi, C. (2014). Il teatro sociale. L’arte tra disagio e cura. Roma: Carocci Editore.

Bernardi, C. & Innocenti Malini, G. (2015) From performance to action. Il teatro sociale tra rappresentazione, relazione e azione. Atti del Convegno “Thinking the theatre. New theatrology and performance studies” (CUT-Consulta Universitaria del Teatro) tenutosi a Torino il 29-30 maggio 2015.

Bernardi, C. & Innocenti Malini, G. (2015). Performare la societas. Le intersezioni del teatro sociale e della performance nella riflessione e prassi contemporanee. http://www.academia.edu/21820805/Performare_la_societas._Le_intersezioni_del_teatro_sociale_e_della_performance_nella_riflessione_e_prassi_contemporanee

Rossi Ghiglione, A. (2013). Teatro sociale e di comunità. Drammaturgia e messa in scena con i gruppi. Roma: Dino Audino Editore.

Rossi Ghiglione, A. & Pagliarino, A. (2011). Fare teatro sociale. Roma: Dino Audino Editore.

 

 

 

 

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