Grazie al contributo dell’8×1000 della Chiesa Valdese, il nostro Sportello Trans godrà di un anno di finanziamento!

È ormai noto ai più il nostro Sportello Trans, in attività dal 2009 con una sospensione momentanea dovuta all’esaurimento di risorse economiche, recuperate poi grazie al supporto di tanti sostenitori che ci hanno permesso di rialzare la saracinesca in tempi brevi.

Ora è grazie al sostegno della Chiesa Valdese, a cui va il nostro riconoscimento, che si garantisce al servizio un altro anno di vita e il nostro impegno nel contrastare la discriminazione che le persone transgender vivono comunemente. Attraverso le attività dello Sportello vogliamo ridurre il rischio di esclusione sociale e marginalità per queste persone e orientarle e supportarle affinché la transizione sia il più possibile un passaggio o una condizione vissuta con serenità.

Per questo non ci siamo mai dimenticati di includere e accogliere anche le famiglie e gli affetti più cari di chi si rivolge a noi e di agire su più livelli.

Siamo felici di notare che sono sempre di più le famiglie che accompagnano figli/e da noi. Genitori che cercano informazioni sulla transessualità, che si interrogano e che soprattutto non abbandonano i propri figli. E’ uno scenario abbastanza nuovo che indica che, seppur lentamente, alcuni passi in avanti sono stati fatti e che il monolite di ‘non conoscenza’ e rigetto automatico si sta lentamente erodendo. Certo, ancora moltissima strada c’è da fare, ma anche questi spiragli di luce vanno sottolineati, seppur la popolazione transgender rimanga una delle più discriminate sia entro i confini familiari che fuori.

Le esigenze naturalmente si esprimono su più livelli e il servizio, grazie alla collaborazione con una rete sempre più ampia di professionisti, cerca di rispondere, offrendo consulenza sull’iter del transito, sulle disposizioni legali, sugli aspetti sanitari, psicologici o legati al mondo del lavoro.

Il bisogno economico e di autorealizzazione professionale, ad esempio, è sempre stato al centro della nostra visione di parità. Ciò ci ha condotti ad offrire anche percorsi di tutoring lavorativi finalizzati all’acquisizione di skills utili alla ricerca lavorativa e all’inserimento o reinserimento professionale.

Facciamo notare che il diritto al lavoro,  che dovrebbe essere universalmente riconosciuto, viene sovente disatteso nel caso di persone transgender che hanno difficoltà ad accedere al lavoro a causa dell’alone di pregiudizio che le avvolge, o incontrano svariati ostacoli nel conservare la propria occupazione quando si comincia la transizione.

L’attuazione di gruppi AMA (auto mutuo aiuto) e il supporto psicologico sono altre azioni che confluiscono nell’idea di sostegno e riguardo verso le persone transgender che giungono a noi dall’intera Regione.

Sono moltissime le persone che richiedono la nostra consulenza e il nostro supporto proprio per la possibilità di offrire risposte su più piani. Si pensi che in un anno arriviamo ad accoglierne più di duecento, ma le richieste superano sempre le nostre disponibilità. Segno che questo mondo rimasto invisibile a lungo, sempre più emerge e deve trovare spazi di incontro e legittimità.

In questa cornice, siamo convinti che lo Sportello Trans di ALA Milano debba esserci, esistere e resistere per schierarsi dalla parte dei diritti delle persone transgender e di tutti.

 

È possibile accedere allo Sportello Trans richiedendo un appuntamento con la responsabile del servizio, Antonia Monopoli, telefonando al numero 377 7079633.

 

 

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